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Sergio Sylvestre, che fine ha fatto? Per lui momenti difficili e crisi. Come sta adesso

Un timbro di voce particolarissimo se non addirittura unico, una presenza scenica importante e una personalità in grado di bucare il piccolo schermo sono stati gli ingredienti che hanno permesso a Sergio Sylvestre di entrare nelle case degli italiani. Ma che fine ha fatto? Meritava una fine migliore.

Un talento indiscutibile è quello che ha permesso al cantante statunitense Sergio Sylvestre ma trapiantato in Italia di vincere l’edizione 2016 del talent show di Maria De Filippi targato Canale 5, consentendogli di fare breccia nel cuore dei telespettatori italiani.

Nato a Los Angeles da madre messicana e padre haitiano nel 2012 Sergio Sylvestre si è innamorato del Sud Italia e in particolare del Salento come turista e ha deciso di trasferirsi a Lecce, diventando il cantante del Samsara Beach, noto locale di Gallipoli dove con il suo mix di culture ha dato sfogo alle sue doti canore.

Ma il suo talento non poteva limitarsi ad allietare le estati del locale. Voleva raggiungere vette più alte e far sentire la sua voce a tutta l’Italia, il paese in cui ha scelto di vivere e amare.

Superate tutte le fasi di accesso alla scuola di Canale 5, Sergio entra a far parte della squadra Blu, capitanata da J-Ax e Nek e durante l’edizione ha pubblicato l’EP di debutto Big Boy, il suo soprannome, composto da quattro inediti e quattro cover di hit internazionali vincendo il disco d’oro, attribuitogli dalla Federazione Industria Musicale Italiana.

Le sue interpretazioni, capaci di scaldare il cuore di tutti gli spettatori e la sua personalità pacata e travolgente, avevano fatto affezionare il pubblico, tanto da portarlo a vincere. Con J- Ax , dopo la grande vittoria, realizza il singolo Turn It Up ed è l’inizio della scalata del successo.

Tantissime le collaborazioni e gli eventi cui partecipa. Scrive con Ermal Meta, partecipa al festival di Sanremo con Con te una canzone scritta a quattro mani con Giorgia; duetta con Rocco Hunt e la canzone diventa la colonna sonora dei titoli di coda del film Disney Oceania, e collabora con tantissimi artisti tra cui Roy Paci, Saturnino e Fedez.

La sua carriera però è stata altalenante e non esattamente tutta rosa e fiori come ci si aspettava.  Il primo tour che lo avrebbe visto come protagonista in vari appuntamenti live in diverse città italiane nell’autunno 2016, intitolato Big Boy Live Tour, è stato cancellato per via di altri progetti e dopo i due album, entrambi nel 2017,  Sergio Sylvestre e Big Christmas, creato appositamente per le vacanze natalizie: il nulla, fino al 2020, anno in cui è protagonista di un episodio spiacevole.

Il 17 giugno 2020 ha cantato l’inno italiano che ha aperto la finale di Coppa Italia tra Napoli e Juventus allo Stadio Olimpico di Roma, a porte chiuse a causa della pandemia di COVID-19.

L’esitazione del cantante su alcune parole del testo e la frase di chiusura “no justice, no peace” hanno suscitato diverse polemiche e Sergio si è scusato spiegando che il suo blocco è stato frutto della grande emozione e della tristezza provata per lo stadio vuoto “Vedere uno stadio così vuoto e sentire questo eco fortissimo, mi sono bloccato perché mi veniva una tristezza molto forte.

Ma che fine ha fatto Sergio Sylvestre? Per lui sono stati anni difficili, costellati da alcuni momenti duri che lo hanno messo un crisi e non poco, inducendolo ad allontanarsi dai riflettori per qualche tempo. Ma senza mai smettere di fare musica, la sua immensa passione.

Risultato? Un nuovo nome e un nuovo progetto di collaborazione disco pop con i Producer Room9, con i quali Sergio aveva infatti già collaborato per la realizzazione dei singoli “Rollercoaster” e “Lose It All“,  che hanno avuto un gran successo approdando anche nelle classifiche radiofoniche internazionali unendo la vocalità soul di Sergio a stravolgenti suoni dance.